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Abitare nella preistoria: le palafitte dell’arco alpino

Scoperte più di un secolo e mezzo fa e riconosciute dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, le palafitte dell’arco alpino rappresentano uno straordinario serbatoio archeologico che racconta una delle avventure umane più importanti della preistoria recente.

Un mondo affascinante -  dalle costruzioni del Lago Varese, a quelle nell’area gardesana, agli importanti siti del Trentino di Molina di Ledro e di Fiavè - al centro di “Abitare nella preistoria: le palafitte dell’arco alpino” per la serie “Italia. Viaggio nella bellezza”. 

A partire dal sesto millennio avanti Cristo, diversi gruppi umani si sono insediati negli ambienti umidi disponibili a nord e a sud delle alpi.

Hanno piantato dei pali nel terreno e hanno costruito quelli che gli archeologi chiamano villaggi palafitticoli o lacustri. Una volta abbandonati, questi villaggi col passare del tempo sono stati sommersi dall’acqua o inghiottiti dalle torbiere.

Sigillate in un ambiente umido, al riparo dal contatto nocivo con l’aria, le palafitte hanno così trovato una condizione unica per la conservazione dei materiali organici più deperibili.

E così il legno preistorico,  gli scarti alimentari, i resti di semi e i frammenti di tessuto hanno sfidato i millenni e hanno offerto agli archeologi un eccezionale archivio di conoscenze sulla vita quotidiana delle prime società agricole..

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