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LA CHIESA ORTODOSSA

L’origine della presenza della Chiesa Ortodossa in Italia è il tema di questa puntata di “Passato e presente”.
Nel 1054, la reciproca scomunica del patriarca Michele Cerulario, capo della Chiesa d’oriente, e di papa Leone IX, sancisce la rottura definitiva tra Costantinopoli e Roma. Da quel momento, l’Occidente e l’Oriente cristiano cominciano un percorso parallelo che dà origine a due a tradizioni teologiche differenti.
In Italia, la presenza degli ortodossi risale a più di mille anni fa. Le prime comunità greco-ortodosse si costituiscono in seguito alla caduta di Costantinopoli in mano turca, nel 1453. La più antica è fondata a Venezia, nel 1498, quando i greci ottengono il permesso di costruire la loro chiesa e di celebrare messa col rito bizantino. Nei secoli successivi, si formano altre confraternite a Napoli, ad Ancona, a Livorno, a Trieste e, con l’unità d’Italia, diventano più stabili.

Nel 2017, si stima che gli ortodossi in Italia siano arrivati a un milione e ottocento. Di questi, i romeni rappresentano la maggioranza. Data la massiccia presenza di parrocchie ortodosse romene, nel 2008 è istituita la Diocesi Ortodossa Romena d’Italia. Monsignor Siluan Span ha l’incarico pastorale, missionario e amministrativo di rappresentare la Chiesa Romena Ortodossa in Italia. L’abbiamo incontrato nella sede della diocesi, a Roma.

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