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Così Lontani Così Vicini

La storia dei rapporti bilaterali tra Italia e Giappone

In occasione del 150° anniversario dell’inizio ufficiale delle relazioni tra Italia e Giappone, un film-documentario racconta, attraverso testimonianze e materiale di repertorio televisivo appartenente a NHK e a RAI, la storia di un intenso rapporto di amicizia e solidarietà tra due paesi “così lontani e così vicini”. 

Il racconto della storia delle relazioni tra Italia e Giappone parte da una recente scoperta: il rinvenimento di un ritratto veneziano del primo giapponese venuto in Italia. Nel riordinare una collezione privata, è stato infatti ritrovato il quadro di un giovane dai tratti orientali, con l'iscrizione "Mansio" sul retro.  Effettuate successivamente ampie ricerche e verifiche, si è potuto stabilire che si trattasse di un ritratto attribuito a Domenico Tintoretto di Ito Mancio, un principe del Kyushu, che nel 1585 guidò una delegazione di quattro giovani nobili nipponici in Europa. Il ritratto di Ito Mancio precede di una trentina di anni il grande ritratto realizzato da Archita Ricci (conservato presso la Galleria Borghese) del primo ambasciatore ufficiale giapponese in Europa, Hasekura Tsunenaga, e rappresenta quindi “la prima icona” delle antiche relazioni con l'Italia.

Il racconto del suo ritrovamento, delle verifiche scientifiche effettuate sulla tela per stabilirne la veridicità, il lavoro preparatorio dei registrar per l’invio in Giappone e infine il viaggio e l’arrivo nell’isola, saranno le tappe, nel presente, che scandiranno il nostro racconto orizzontale.
La narrazione verticale seguirà invece un andamento cronologico, a partire proprio dai primi contatti cinquecenteschi, per poi risalire alle “trasformazioni” ottocentesche e all’ingresso convulso nel ‘900, con le due guerre mondiali, l’alleanza Roma-Berlino-Tokyo, la sconfitta nella seconda guerra mondiale, la ricostruzione e la ripresa economica, i Giochi Olimpici del ’60 e ’64, il boom economico, il branding nazionale, l’attenzione per la cura, la rifinitura, il senso della bellezza, il primo collegamento televisivo intercontinentale tra i due Paesi, l’intreccio sempre più stretto di prodotti e stili di vita, dal cibo alle arti marziali, e gli scambi linguistici e culturali sempre più intensi, fino al ritorno in Giappone di Ito Mancio, il primo visitatore nipponico dell’Italia, attraverso l’arrivo a Tokyo del suo ritratto.

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