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"I promessi sposi": un romanzo per il futuro

Quale Italia emerge da “I promessi sposi”? Perché il messaggio che propone appare oggi quasi svanito?  Ha ancora senso oggi leggere l’opera del Manzoni? A “Il Tempo e la Storia”, in onda mercoledì 19 aprile alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, il professor Lucio Villari con Michela Ponzani ripercorre i fatti storici raccontati nel romanzo, cercando di capire quale è l’eredità che ha lasciato nella cultura dell’Italia risorgimentale e nelle epoche successive. Sono le classi umili, la gente del popolo, gli “uomini tranquilli e inoffensivi”, come li definisce Manzoni, i protagonisti de “I promessi sposi”. Per la narrativa italiana si tratta di una prima volta. L’altra protagonista del romanzo è la Storia. E anche questa è una prima volta per la nostra letteratura. Ma Manzoni non redige un freddo trattato storico, racconta un’appassionante avventura che, attraverso le vicende del passato, riflette sui problemi del presente. E la Lombardia del ‘600, oppressa dagli spagnoli, permette di riflettere sulla Milano dell’800, dominata dagli austriaci. In questa avventura appaiono i valori del nostro Risorgimento: la libertà e l’indipendenza dallo straniero, ma anche la ricerca di una nuova giustizia sociale. E nelle pagine del romanzo appare anche una lingua nuova, che farà da modello per tutta la narrativa italiana. Per questi motivi “I promessi sposi” non è un semplice romanzo, ma una tappa importante nella formazione della nostra identità nazionale.

LIBRO :LA DISSIMULAZIONE ROMANZESCA di  EZIO RAIMONDI IL MULINO – 1991
I PROMESSI SPOSI di ALESSANDRO MANZONI Editori Vari - 1827

LUOGO: LOMABARDIA
FILM: LA COLONNA  INFAME DI NELO RISI 1973

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