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Intellettuali di confine. Un convegno su Bruno Zevi e l`emigrazione culturale

Mercoledì 20 giugno si è svolta a Roma presso il 'Centro studi americani' la giornata di studi 'Intellettuali di confine. L'emigrazione intellettuale tra Italia e Stati Uniti e l'avvio della guerra fredda culturale (1938-1950)'. 
L'incontro è stato organizzato dalla fondazione Bruno Zevi, nel centenario della nascita dell'architetto, intellettuale e politico italiano (1918-2000). Emigrato dall'Italia a seguito delle leggi razziali antiebraiche del 1938, Zevi si laurea ad Harvard sotto la direzione di Walter Gropius e scopre 'l'architettura organica' di Frank Lloyd Wright. Torna in patria nel '44, dopo la caduta del fascismo, ma mantiene i contatti con il mondo della cultura statunitense, anche nel dopoguerra, quando partecipa a quella che verrà poi definita la 'guerra fredda culturale'. Tra gli intervenuti al convegno vi sono gli storici Elisabetta Bini, Renato Camurri, Annalisa Capristo, e ancora Andrea Mariuzzo, Roberto Dulio, Gianna Pontecorboli, Paolo Scrivano, Massimo Teodori. L'introduzione invece è stata affidata a Francesco Bello (borsista dell'Istituto Italiano per gli Studi storici), che in questa intervista per Rai Storia riassume così il senso di questo convegno e la parabola umana e politica di Zevi.
 

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