Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

La Conferenza di Wansee

Nel gennaio 1942, quando si riunisce la cosiddetta Conferenza di Wannsee che avvia la “soluzione finale” del problema ebraico (sono loro a chiamarla così), i nazisti stanno vincendo la guerra, o almeno ne sono convinti: occupano direttamente o controllano l’Europa orientale, compreso un bel pezzo di Russia europea. Bene: il problema che sembra assillarli è quello di “ripulire” quei territori dalla presenza ebraica, che si stima in milioni e milioni di uomini (non le poche centinaia di migliaia della comunità ebraica tedesca, che si poteva pensare di eliminare con l’invio in qualche isola lontana). E’ un problema anche tecnicamente di difficile soluzione: si tratta appunto di cancellare dalla faccia della terra milioni di persone. E gli Heydrich e gli Eichmann lo affrontano con un approccio burocratico che mette i brividi a chi legge il verbale di quella riunione. Colpisce il cinismo freddo e utilitaristico della soluzione scelta: trasferire gli ebrei in campi di concentramento e sfruttare fino alla consunzione gli uomini validi, eliminare subito gli altri. Era questo del resto l’esito estremo, ma conseguente, delle premesse da cui il nazismo era partito: è l’esito a cui si può arrivare quando si decide di non dare alcun valore alla vita umana, di considerare ogni mezzo lecito per la realizzazione del proprio progetto.

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo